giovedì 22 febbraio 2018

Recensione: El Diablo - M. Robinson (The Devil #1)

El Diablo
(The Devil #1)
di M. Robinson
Quixote Edizioni
Genere Dark Mafia Romance
Anno 2018
Pagine 538
Euro 4,99

Ero spietato.
Ero temuto.
Avevo sacrificato me stesso.
Lei.
Ogni cosa…
Vivere in un mondo in cui valgo più da morto che da vivo è stata una mia scelta. Sono un uomo terribile, e non ho mai aspirato a essere nulla di diverso. Ho fatto cose di cui non sono fiero. Ho visto cose che non dovrebbero essere viste. Ho causato dolore a cui non posso rimediare.
È sempre stata una mia scelta.
Ogni decisione.
Ogni ordine.
Che fosse giusto o sbagliato, non aveva importanza.
Fino a lei. Era sotto la mia protezione, finché non è diventata la mia ossessione. Ma chi l’avrebbe salvata…
Da. Me. Stesso. Io, il diavolo. Il fato ci ha fatto incontrare. Il destino ci ha distrutti.
Ho lasciato passare un po' di giorni prima di scrivere la recensione di questo libro che mi ha lasciata così così. Volevo davvero che mi conquistasse, che mi appassionasse alla follia, e invece nisba. Io e El Diablo non siamo riusciti a prenderci. Ammetto quindi che leggere le opinioni entusiaste degli altri lettori mi ha fatto sentire sballata, perchè sulla carta il romanzo avrebbe dovuto piacermi da matti. Cosa è andato storto, allora?
Be', secondo me, è colpa di Draco Molina. Ho attaccato El Diablo proprio dopo aver finito (e stra-amato) gli ultimi due volumi della Venom Trilogy - di cui vi ho parlato qui - e ancora nel pieno della Draco's influence è stato difficile creare un legame con Alejandro Martinez, l'uomo destinato a incarnare il Diavolo. Purtroppo, per me El Jefe è dieci spanne sopra El Diablo. #sorrynotsorry
Poi credo che la lettura della prima parte del romanzo non abbia giovato al tutto. L'autrice si sofferma a lungo, troppo a lungo, sul periodo formativo del giovane Martinez, raccontandoci per filo e per segno ciò che ha attraversato. Le vicende familiari, personali e l'influenza del padre che, impietosamente tra sangue, violenza e lacrime, l'hanno trasformato  nell'uomo temibile che è diventato oggi. Avrei preferito arrivarci per gradi, avrei preferito partire dall'uomo e scoprire il giovane che era stato, magari con dei flashback inseriti nei punti giusti.
Sarà anche che io e la Robinson non abbiamo legato, la sua scrittura l'ho trovata troppo dettagliata, troppo prevedibile, troppo emotiva nel momento inopportuno. Sono riuscita a prevedere cosa stava per accadere in alcune situazioni e ammetto di aver saltato qualche paragrafo di riflessioni personali che trovavo noiose e inutili; so che invece altri lettori l'hanno amata, la traduzione è precisa sebbene in alcuni piccole parti poco scorrevole, perciò è una constatazione puramente personale.
In generale la storia non è affatto brutta, si tratta di un dark romance in cui si assiste a omicidi, violenza e linguaggio esplicito. Sapete che leggo tranquillamente ogni genere e il dark mi piace, quindi il problema non era questo. Qualcosa di buono comunque dev'esserci stato se, esclusa la prima parte, non sono comunque riuscita a smettere di leggere. Da quando entra in scena Lexie, a dirla tutta. Tra Lexie e Alejandro si instaura, troppo velocemente, un legame strano, contorto e perverso.  Una passione indefinibile quella che divampa tra il peccatore consapevole e l'innocenza sporcata sua malgrado. Lui è l'uomo più potente del mondo criminale, lei una ragazza che ha conosciuto la morte e la violenza  già in primissima età. L'unico sogno di Lexie è quello di danzare. L'unico desiderio de El Diablo è possederla.

Sapevo che era sbagliato. 
Sapevo che avrei dovuto fermarmi. 
Sapevo che da quel momento non sarei più potuto tornare indietro.

Dovevo scoprire perchè c'era tanta differenza tra il comportamento che Alejandro aveva con la nipote Mia e quello con Lexie, dato che le due ragazze hanno quasi la stessa età (e no, il fatto che tra Martinez e Lexie ci sia una grande differenza di età non mi ha affatto disturbato). Avevo comunque un'intuizione che si è confermata nella scoperta finale. Nel frattempo assistiamo agli alti e bassi di un legame profondo e intenso che però è ancorato al peso del passato, ai peccati di Alejandro e alle verità taciute da lui e da Lexie stessa. Caratterialmente parlando, il lavoro su Alejandro è ben fatto, si parla e lui stesso parla di sé come di un uomo perduto, malvagio, senza scrupoli e morale, ed effettivamente è così anche all'atto pratico; Lexie invece non è riuscita a piacermi, perché ho percepito uno stacco troppo netto nel suo comportamento con Alejandro e le altre persone della sua vita, nel senso che non può avere la lingua lunga con El Diablo e poi soccombere come una pecorella agli altri uomini della sua vita. 
Insomma tanti piccoli dettagli che mi hanno lasciato troppi dubbi e quindi, nonostante le buone intenzioni, non sono riuscita ad appassionarmi alla storia di Alejandro e Lexie.
Due stelle e mezzo

2 commenti:

  1. TesoRooosa!
    Come ben sai il dark romance non è il mio genere, ma ammetto che vedendo questo romanzo da tutte le parti una piccola parte di me si è chiesta: provare a leggerlo, no? Ecco, la tua recensione mi ha ricordato che "no", perché se lo leggo poi ci rimango male perché piace a tutte e a me no e mi sento una strana lettrice di romance. >.<
    Comunque hai fatto un'analisi davvero bella. Leggere le tue recensioni è sempre un piacere! <3

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    Risposte
    1. Monicaaa <3 Anche io mi sono sentita una "strana lettrice di romance"... ma giusto un attimo eh. Poi i gusti sono gusti ;)
      Grazieeee :*

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