venerdì 13 luglio 2018

Recensione: L'incantesimo della spada - Amy Harmon (The Bird and the Sword Chronicles#1)

L'incantesimo della spada
(The Bird and the Sword Chronicles#1)
di Amy Harmon
Newton Compton
Anno 2018
Pagine 384
Euro 4,99 (ebook); 12,00 (cartaceo)

«Deglutisci, figlia. Ingoia le parole, bloccale nel profondo della tua anima. Nascondile, chiudi la bocca sul tuo potere. Non maledire, non curare. Non parlerai, ma imparerai. Silenzio, figlia. Rimani viva». 
Il giorno in cui mia madre è stata uccisa, ha detto a mio padre che non avrei mai più pronunciato una sola parola e che se fossi morta, lui sarebbe morto con me. Predisse anche che il re avrebbe venduto la sua anima e avrebbe ceduto suo figlio al cielo. Da allora mio padre attende di poter avanzare la sua pretesa al trono e aspetta nell’ombra che tutte le parole di mia madre si avverino. Desidera disperatamente diventare re. Io voglio solo essere finalmente libera. Ma la mia libertà richiede una fuga e io sono prigioniera della maledizione di mia madre tanto quanto dell’avidità di mio padre. Non posso parlare o emettere suoni. Non posso impugnare una spada o ingannare un re. In un regno in cui gli incantesimi sono stati banditi, l’unica magia rimasta potrebbe essere l’amore. Ma chi potrebbe mai amare… Un uccellino?
Amy Harmon è un'autrice molto particolare, dall'animo introspettivo e spirituale molto accentuato, e finora l'abbiamo sempre letta in contesti contemporanei (Sei il mio sole anche di notte) e storici (Il segreto di Eva); con L'incantesimo della spada prova a esplorare il suo lato fantasy e devo dire che riesce davvero bene anche con questo nuovo genere.
Ci troviamo nel regno immaginario di Jeru, dove a seguito di vicende che hanno il sapore antico di un mito immaginario, coloro che sono in possesso del dono, ovvero la magia derivata dai poteri speciali dei primi figli di Dio - la Tessitrice, il Mutante, il Guaritore e l'Indovina - sono perseguitati e uccisi, in quanto pericolosi per la sopravvivenza del regno stesso. Tra questi c'è Lark, giovane ragazza che non parla da quando sua madre, Lady Meshara, è stata assassinata sotto i suoi stessi occhi dal crudele re Zoltev. Ma non è che Lark non sappia parlare o non voglia, lei non può, ha la voce e conosce le parole, ma risuona solo nella sua testa... e in persone che come lei sono speciali, ma che devono per forza di cose rimanere nascosti agli occhi del mondo.

Deglutisci, figlia. Ingoia le parole, bloccale nel profondo della tua anima. Nascondile, chiudi la bocca sul tuo potere. Non maledire, non curare. Non parlerai, ma imparerai. Silenzio, figlia. Rimani viva. 

Figlia di un padre che non riesce a sopportarne nemmeno la vista, Lark vive tranquilla con il fedele Boojohni, il suo unico amico, fino a quando la guerra contro i Volgar, esseri metà uomo metà avvoltoio creati e sotto il controllo di Liege, non arriva nelle terre sotto il controllo del padre di Lark. L'esercito di Jeru, capitanato dal re guerriero Tiras incombe per proteggere la popolazione, e le strade di Tiras e Lark si incrociano quasi per una fortuita coincidenza. Quasi. Il re prende in ostaggio Lark, in cambio della fedeltà del padre, legato a doppio filo con la vita di sua stessa figlia: se lei muore, muore anche lui. Lark detesta Tiras... almeno inizialmente.
Tiras è un guerriero determinato a fare tutto il possibile per salvare il regno dalla morte e dalla distruzione che i Volgar recano con le loro nere ali, ma è difficile dipanarsi tra gli intrighi di potere che vedono coinvolti i nobili signori, i quali non perdono occasione per mettere in cattiva luce le sue azioni, le sue decisioni; l'unico sul cui appoggio e fedeltà incondizionata può contare è lord Kjell. Perché, tra guerra e attacchi politici, Tiras deve anche fare i conti con una strana malattia che lo debilita e lo tiene lontano dal castello o dal campo militare anche per giorni interi. Una malattia da cui trova momentaneo sollievo grazie alle parole di Lark. La ragazza infatti gli dona le sue parole, parole infuse di potere che spingono il corpo del re a guarire, a rimettersi in sesto.

Avevo donato le mie parole a un uomo che poteva usarmi. E mi aveva usato. E mi avrebbe usato ancora. Finché non gli fossi stata più di alcuna utilità. Silenzio, figlia mia. Silenzio, e in vita resterai.

Tra parole proibite, intrighi, segreti, profezie e maledizioni, l'autrice crea un mondo fantastico in cui possedere il dono significa essere diversi e pericolosi, una segregazione stupida, poiché anche gli insospettabili posseggono una qualche forma di magia, e non è essa a rendere una persona buona o malvagia, ma appunto l'uso che se ne fa.
Il world building è completo, non troppo complesso e allo stesso tempo ben fatto per sorreggere quella che, fondamentalmente, è una gran bella storia d'amore, amore, passione, fiducia e fedeltà. Tiras e Lark all'inizio hanno tutti i motivi per odiarsi, per detestarsi, eppure complice la vicinanza, le lezioni per imparare a leggere e scrivere, le sessioni di guarigione e quegli screzi che sanno di battibecchi tra adolescenti... tra loro due nasce qualcosa. Un qualcosa che, se inizialmente vede le sue radici nel dovere, si evolve in amicizia, affetto, passione e amore.

Senza il desiderio, c'è solo il dovere. Ma a volte il nostro desiderio più grande è fare il nostro dovere.

La narrazione è scorrevole e ha quel tocco speciale tipico della Harmon per cui anche una semplice descrizioni punta a suscitare un'emozione, un pensiero particolare. Ogni elemento della storia politica e geografica di Jeru, ogni evento del passato di Tiras, intrecciato indissolubilmente con quello di Lark, di ogni personaggio secondario, viene inserito mano a mano in modo che il lettore abbia ogni indizio al momento giusto. A tirare le redini è soprattutto la storia d'amore tra la ragazza muta e il re guerriero, che se da sola basta a farmi dare una votazione quasi piena, insieme alla parte fantasy, cioè alle battaglie contro i Volgar, alle tensioni contro gli altri nobili del regno, alle relazioni di amicizia, inimicizia che nascono, per esempio con Kjell, con lady Firi e tanti altri, rendono il libro completo e assolutamente fantastico. Insomma, non è né troppo romance, né troppo fantasy, una giustissima via di mezzo che lo rende un romanzo avvincente e sorprendente. Inoltre, pur essendoci un seguito (che avrà protagonista Kjell), la storia ha un suo finale completo, perciò non avete davvero scuse, dovete leggerlo! Lo consiglio di cuore anche a coloro con cui non è scattata la scintilla con la Harmon, potreste ricredervi.
Cinque stelle

15 commenti:

  1. uno dei libri che leggerò ad agosto :D ma la recensione andrà a settembre. non vedo l'ora <3

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    1. Sono sicura che ti conquisterà! ^_^

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  2. condivido in pieno, è proprio un giusto mix fra amore e fantasy, scritto divinamente

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    1. Ancora grazie per avermi consigliato di leggerlo! ;) Non vedo l'ora di leggere il secondo libro ^_^

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  3. Oggi ho pubblicato anch'io la recensione ^^
    Un libro splendido, ma con la Harmon non potevo aspettarmi diversamente!

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    1. Dopo passo a leggerti!
      Hai ragione, la Harmon è una garanzia ormai ^_^

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  4. Fosse la volta buona che leggo un libro di quest'autrice. Spero proprio di farcela anche se il fantasy non è più il mio genere preferito, ma questo mi ispira proprio tanto. Complessa la storia ma interessante assai 😩

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    1. Ma magari! :) Secondo me ti piacerà da impazzire, ti prego leggilo.
      No, togli il "ti prego" e leggilo e basta :P

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  5. Ho letto questo libro in inglese un bel po' di tempo fa ma non pensavo l'avessero anche tradotto in italiano :O
    A me era piaciuto davvero molto e, a parte i libri della Maas (che ormai sono veramente diventato più romance che fantasy XD), non avevo letto altri libri fantasy e con una bella e passionale storia d'amore che mi piacessero! Anzi, il primo era stato Millennio di Fuoco!
    Comunque a fine libro ero un po' indecisa se leggere i seguiti, tu che farai?

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    1. Si tratta di un'uscita di pochi giorni fa, in effetti ^_^ Millennio di Fuoco, quanto mi piacerebbe ci fossero più libri come quello, in italiano intendo *-*
      Io li leggerò sicuramente, mi sono appassionata e poi Kjell era un bel personaggio, sono curiosa ;)

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  6. All'inizio non mi faceva né caldo e né freddo, ma leggendo la tua recensione devo ammettere che non mi aspettavo fosse così interessante *_*
    ho letto un solo libro della Harmon e mi riprometto di leggere altro da secoli. Forse ho trovato il libro giusto!

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    1. Oh, benissimo, è la volta buona che riprendi in mano la Harmon! ^_^ Fammi sapere ;)

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  7. Io ho abbandonato A different blue perché era pieno zeppo di colonne di narrazione senza dialoghi... Qui com'è la situazione? xD

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